Noce

Coltura e avversità del noce sul Piano di Magadino

La messa a dimora di un noce sul fondo valle può subire in primavera il ritorno del freddo, causando il gelo dei giovani germogli. Questa situazione si presenta raramente.
Importante è osservare se nella zona ci sono piante di noci, questo vale anche per gli alberi da frutto in montagna. Sul Piano i noci crescono perfettamente come lo dimostrano quelli presso l’Azienda Ramello a Contone.

Importante è di evitare quei terreni umidi con eventuali ristagni d’acqua. Se il terreno è troppo acido bisognerà correggerlo su tutta la superficie con un ammendamento calcareo prima dell’impianto. Il noce è pure esigente in materia organica (letame)
che va sparso almeno un mese dopo la distribuzione della calce d’ingrasso.
Nei primi anni dalla messa a dimora è da prevedere un impianto d’irrigazione.
L’aspersione sopra chioma è da evitare.

Per un noceto a frutto, la miglior forma dall’allevamento è il vaso alla distanza di m 10x10, mentre se si adotta l’asse strutturato si può piantare a m 8x8. Esistono diverse varietà francesi Franquette e Fernor che hanno un germogliamento più tardivo delle altre, Parisienne, Grandjean tutte queste varietà sono mediamente sensibili alla batteriosi, mentre Lara, Mayette sono sensibili. In Italia la varietà più conosciuta è la Sorrento.Per una migliore fecondazione si raccomandano l’inserimento di una varietà impollinatrice.

Purtroppo  le noci sono attaccate da più malattie che ne deprezzano la qualità, in primis troviamo:
Batteriosi Xanthomas campestris che provoca delle necrosi su frutti, foglie e rami. Il battere sverna nelle gemme oppure sulle necrosi. Si sviluppa tra i 16° e 29°C, le tecniche colturali possono diminuire l’infezione (concimazione, potatura e irrigazione).
La lotta viene eseguita a partire dalla schiusura delle gemme fino alla fine della fioritura ogni 8-10 giorni ed in seguito in funzione delle condizioni climatiche. I soli  prodotti efficaci contro la batteriosi  sono quelli a base di rame. La dose minima é 0,15% e si può aumentare fino a 0,2%, e in caso di forte attacco anche fino allo 0,25%.
Il fungo dell’antracnosi  Gnomonia leptostyla rende alla raccolta i frutti neri, dove il mallo difficilmente si stacca. Si combatte con dei prodotti rameici. Il periodo d’infezione va dall’inizio della fioritura fino alla caduta delle foglie.

Gli insetti che più ci interessano sono:
Il verme delle noci Cidya pomonella medesimo delle mele e pere. Il volo delle farfalle viene monitorato tramite le trappole a ferormoni che permettono di valutare il miglior momento per intervenire. I prodotti sono uguali a quelli utilizzati per i meli e i peri.
La mosca della noce Rhagoletis completa, dal 1986 ha fatto la sua apparizione in Ticino e attualmente diventa sempre più problematica. Gli adulti escono dal suolo da inizio luglio fino alla fine di agosto, depongono una quindicina di uova nel mallo.
Ogni femmina può deporre dalle 300 alle 400 uova. Le larve si nutrono all’interno del mallo rendendolo molle, umido e nero. Una strategia di lotta non la conosco.
Sulle foglie ci possono essere degli attacchi di afide delle nervature Callaphis juglandis. Se creano problemi si utilizzano dei prodotti aficida.

(Alberto Sassella, febbraio 2014)